Il 2017 si arricchisce di un nuovo, importante traguardo per il Judo ANCES Novate.
Davanti alla commissione tecnica regionale UISP, tre dei nostri atleti e compagni di tatami – Andrea Pergami, Clara Cattaneo e Lapo Ciampi (tutti classe 2001) – hanno superato brillantemente l’esame, conseguendo la cintura nera 2° Dan.
Un riconoscimento meritato, frutto di mesi di preparazione tecnica intensa, studio meticoloso e tanta dedizione condivisa sul tatami della nostra palestra.
In cosa consiste l'esame per il 2° Dan
Il passaggio da 1° a 2° Dan rappresenta un gradino fondamentale nella maturazione di un judoka: si tratta dimostrare piena consapevolezza dei principi di leva, controllo, squilibrio e postura (shisei). La prova prevista dal programma tecnico UISP per il 2° Dan ha messo alla prova i candidati su più fronti:
Tachi-waza e Ne-waza applicati (In piedi e a terra)
Oltre alla forma pura del Kata, la prova ha richiesto una dimostrazione pratica e dinamica:
Evoluzioni dal Gokyo: esecuzione tecnica di proiezioni estratte dai diversi gruppi del Gokyo-no-Waza, con particolare attenzione a quelle di spalla (te-waza), anca (koshi-waza), gamba (ashi-waza) e sacrificio (sutemi-waza), dimostrando il corretto impiego di Kuzushi (squilibrio), Tsukuri (adattamento/posizionamento) e Kake (proiezione finale).
Renraku-henka-waza (sequenze e combinazioni d’attacco): capacità di concatenare due o più proiezioni in risposta al rifiuto o alla schivata difensiva dell’avversario (ad esempio: attacco su direttrice avanti-indietro o destra-sinistra).
Kaeshi-waza (contro-tecniche): anticipo o sfruttamento della forza propulsiva dell’attacco altrui per volgerla a proprio favore con un contrattacco tempestivo.
Passaggi in Ne-waza: gestione delle transizioni fluide dalla fase di proiezione in piedi al controllo immediato a terra (Hairi-kata), comprese le uscite e i ribaltamenti su avversario raccolto in difesa a quattro punti o a “tartaruga”.
Katame-no-Kata (Forme del controllo al suolo)
Il cuore della prova per questo grado, richiede l’esecuzione formale e rigorosa delle quindici tecniche a terra suddivise nelle tre serie classiche:
Osaekomi-waza (tecniche di immobilizzazione)
Shime-waza (tecniche di strangolamento)
Kansetsu-waza (tecniche di leva articolare) La commissione valuta precisione nei dettagli, gestione delle distanze (ma-ai), respirazione e continuità d’azione tra tori e uke.
Teoria e principi metodologici
A completare il quadro dell’esame non c’è stata solo l’abilità fisica sul tatami, ma anche una rigorosa verifica delle conoscenze teoriche.
I candidati hanno affrontato un test cartaceo strutturato sui regolamento di arbitraggio UISP. La prova ha verificato la conoscenza dettagliata delle assegnazioni di punteggio (Ippon, Waza-ari), delle condotte vietate e del sistema delle sanzioni (Shido e Hansoku-make), oltre alla casistica sulle azioni al limite del tatami e sulla sicurezza degli atleti.
Un esempio per tutto il dojo
La prova sostenuta da Andrea , Clara e Lapo si è distinta per fluidità, precisione e affiatamento con i rispettivi compagni di esame (uke), raccogliendo i complimenti della commissione esaminatrice.
Il conseguimento del 2° Dan non è solo un traguardo individuale, ma una vittoria per l’intero collettivo del Judo ANCES Novate: dimostra la continuità del percorso di crescita tecnica della nostra scuola e offre alle nuove generazioni di allievi un punto di riferimento costante sul tatami.



